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Incentivi statali fotovoltaico

POSSIBILITA DI DETRAZIONE FISCALE DEL 50% SU IMPIANTI A ISOLA

L’Agenzia delle Entrate anche per il 2016 ha risposto alla redazione di QualEnergia in merito alla richiesta di poter inserire nella domanda relativa alla detrazione fiscale al 50% anche i sistemi di accumulo in storage.
 
L’indicazione è di grande rilievo e porta finalmente chiarezza sull’applicazione dell’agevolazione ai sistemi di accumulo, tecnologia in fase di rapido sviluppo, utile per incrementare l’autoconsumo delle utenze e il risparmio energetico; tale opportunità viene riconosciuta se il dispositivo è installato, contestualmente o in un secondo momento, in abbinamento ad un impianto di produzione di energia da fonte rinnovabile come il fotovoltaico.
 
La conferma che impianti in storage possono godere della detrazione al 50%
La funzione riconosciuta ai sistemi di accumulo che beneficiano dell’agevolazione è quella di immagazzinare l’energia dell’impianto fotovoltaico in surplus rispetto al consumo, per renderla disponibile all’utenza in funzione delle necessità, ad esempio durante la notte o quando i consumi sono superiori alla produzione. I benefici economici ed energetici generati dall’accumulo sono correlati al suo abbinamento all’impianto fotovoltaico.

Il GSE (Gestore Servizi Energetici), con una comunicazione del 23 dicembre, ha autorizzato l’integrazione dei sistemi di accumulo ad impianti fotovoltaici esistenti. E’ la notizia che aspettavamo da tanto e che annulla la comunicazione del settembre 2013 che impediva il collegamento di sistemi ad accumulo su impianti esistenti.

Il GSE inoltre fornisce le prescrizioni che i sistemi di accumulo dovranno rispettare.

I sistemi di accumulo dovranno essere integrati nel sistema elettrico nel rispetto delle disposizioni inerenti l’erogazione del servizio di connessione, trasmissione, distribuzione, misura e dispacciamento dell’energia elettrica previste nella delibera 574/2014/R/EEL, nonché nel rispetto delle norme CEI di riferimento, ai sensi della delibera 642/2014/R/EEL.

A partire dal 1° gennaio 2015, è possibile installare sistemi di accumulo su impianti incentivati e/o che beneficiano dei prezzi minimi garantiti, fatto salvo il caso di impianti fotovoltaici fino a 20 kW in scambio sul posto che accedono agli incentivi del Primo Conto energia (D.M. 28 luglio 2005, modificato dal D.M. 6 febbraio 2006)  per i quali l’installazione di sistemi di accumulo, non è operativamente compatibile con l’erogazione degli incentivi di cui ai medesimi decreti interministeriali.

Per consentire l’erogazione del servizio di misura in presenza di sistemi di accumulo e l’erogazione degli incentivi e/o il riconoscimento dei prezzi minimi garantiti, è necessario che:

Il mancato rispetto delle disposizioni determinerà la sospensione dell’erogazione delle tariffe incentivanti e/o degli altri benefici e riconoscimenti previsti per l’impianto a partire dalla data di primo parallelo con la rete elettrica del sistema di accumulo.

Qualora, in occasione dell’installazione del sistema di accumulo, l’impianto incentivato dovesse essere interessato da un fermo di produzione, il Soggetto Responsabile è tenuto a informarne tempestivamente il GSE.

 

Costa meno e occupa meno spazio

Un impianto adesso costa l'80% in meno di quanto costava nel 2005. E la detrazione fiscale al 50% dimezza ulteriormente il costo.

I pannelli precedenti avevano un rendimento garantito per 20 anni, trascorsi i quali si registrava un calo dell'efficienza.

Ma adesso i pannelli 2014 di ultima generazione offrono un rendimento di qualità per almeno 35 anni.

La novità Impianti a isola

Gli impianti tradizionali hanno un unico inverter e basta un po' d'ombra per abbattere la produttività di tutto l'impianto.

Ma nel 2014 questo problema viene risolto impianti con con accumulao(batterie) che immagazinano l'energia prodotta per poi utlizzarla

nel momento del bisogno, anche gli stessi beneficiano della detrazione del 50%

Perché la ricerca sta facendo tanto per il Fotovoltaico

Una famiglia che mette il Fotovoltaico a casa fa del bene alla comunità perchè riduce le emissioni di CO2 di circa 1.300 kg all'anno e aiuta a combattere il cambiamento climatico.

In più, sfruttare il sole che abbiamo in Italia significa contribuire a renderci indipendenti dalle importazioni di energia nucleare, di carbone, di petrolio e di gas.

 

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